Serata con gli amici, si commentano anche le notizie di cronaca. Il discorso vola, si evolve, corre sui sentieri delle opinioni, complice il rhum.
Perchè gli uomini si rivolgono al sesso a pagamento, molto più delle donne?
Perchè la donna vuole che l'uomo la trovi amabile ed attraente, mentre un uomo non ha così bisogno di essere "voluto", preferisce essere soddisfatto.
Tant'è che le storie sono piene di donne che vorrebbero di più (attenzione, tempo coccole, complimenti, condivisione) e di uomini stupefatti (ma che vuoi, t'ho pure portato i fiori per la festa della donna.... ).
Ricordo che una volta ho rimproverato un collega che diceva "Avessi la Ferrari, ma sai quante ne carico ?" e gli ho fatto notare che avrebbe caricato solo quelle che si fanno caricare da chiunque abbia una Ferrari. E lui ha risposto "A me va bene, intanto me le faccio".
E quelle che vanno con i proprietari della Ferrari? Prima o poi vorranno che il soggetto si innamori di loro, e riconosca quanto sono migliori delle altre, e poi perchè non mi telefoni più?.....
Sotto sotto restiamo romantiche. Potremmo anche pagare un uomo, ma avremmo bisogno di credere che - in fondo - gli piacciamo anche.
Ci sono poi uomini che pagano donne, ragazzi, trans e sono soddisfatti dal senso di potere che da' il denaro, dal senso di possesso che si può esercitare su chi viene comprato.
Eterno dilemma della diversità, che neppure l'evoluzione tecnologica può risolvere.
E ne parleremo ancora, il rhum da Luca è buono, e l'inverno sarà lungo!
Ada, Marinella e le altre, donne di oggi,
donne che vivono diverse esperienze di
solitudine, con coraggio e spesso ironia.
Particolari sfaccettature dell’animo femminile
emergono dai racconti, sullo sfondo di
una Torino elegante e distratta, sempre in
bilico tra la sua immagine industriale e la
sua anima vagamente francese. Si accavallano
sentimenti contrastanti, paure e fragilità,
voglia di riscatto e capacità di vivere
comunque: Ada con il suo uomo che non
c’è, Viviana con suo marito che c’è troppo,
Alice che l’uomo non lo vuole, l’ufficio rosa
di Sara, il camerino dove Marinella scopre
la verità, Gemma che sogna in tangenziale,
e tra loro il filo sottile della vita che scorre.
Gabriella Bertino
dove vive con un figlio e due gatti. E’
una dirigente molto impegnata nel
lavoro, per cui trascorre la maggior
parte della settimana a Milano, ma è
legatissima alla sua città, alla sua casa,
ai suoi adoratissimi amici. Durante
l’inesistente tempo libero scrive racconti
e poesie, ha vinto diversi concorsi letterari; nelle
sue opere spesso ricorre il tema della solitudine femminile
e della difficoltà dei sentimenti, sempre
comunque senza dimenticare l’importanza dell’ironia.
Ha pubblicato un libro nel 2005 “Una storia che non si
può raccontare”, edito dalla Giovane Holden, ed alcuni
suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in antologie
italiane.
è nata a Torino,
Ieri, prima lezione di yoga! Eleni ed io, molto mistiche, abbiamo partecipato con coraggio. Il maestro è ascetico, e con qualche problema di psoriasi (quindi lo yoga non cura le malattie epidermiche).
Abbiamo iniziato con una meditazione cantata in indiano..... cioè, io ripetevo vagamente parole del tipo "Parassindè, tufana oiummmmmmm" e mi sentivo tanto come mia nonna quando rispondeva alla messa in latino senza averlo mai studiato. Però suggestivo.
Nella prima mezzora volevo morire, sentivo dolori in tutti i muscoli, il dorso del piede restava rigido, l'anca si rivelava sbilenca e dolente; a poco a poco però il tutto è diventato più sopportabile, e sono arrivata alla fine senza vomitare, e questo - dopo due anni di inattività - è già un risultato! Forse le lunghe camminate mi hanno risparmiato un esito peggiore.
Ho deciso, mi iscrivo! Mi sento molto zen, in questo periodo.... adesso però vado a cucinare, stasera polpettine (della nonna, anche senza latino) e patate al forno. Non molto orientali, ma del resto sono solo al livello principianti.
Buona settimana!
Questa estate non si vuole proprio arrendere, ancora sole, caldo, colori.
Eppure da lunedì ricominciano le scuole, inizia un nuovo anno per tutti, si torna alla vita che maggiormente conosciamo.
Provo conforto in questo costante ripetersi dei periodi, in qualche modo mi rassicura, chissà, magari questi anni che passano mi lasciano un po' più fragile, un po' bisognosa.
A volte penso che sarebbe bello trovare braccia tra cui si può anche piangere, questa è davvero una sensazione che non conosco... ma deve essere caldo e piacevole il lasciarsi andare... già sarebbe un successo trovarmi in questa situazione, dovrei scendere dalla barricata, e credo che sarebbe ora.
Intanto ammetto che persino a me potrebbe mancare qualcosa , ma proprio comprendendo questo devo stare molto attenta; insomma, cercare una relazione quando si percepiscono le proprie mancanze sarebbe sbagliato, prima devo colmare le lacune con la saggezza, poi - credo - sarò pronta per appoggiarmi senza aggrapparmi, volendo.
Ha ragione Osho, insomma!
Adesso esco e torno al Valentino, oggi si parla di spiritualità, osserverò la Danza del Cuore, magari parteciperò a qualche meditazione, sto lavorando su me stessa e il cammino è lungo.
Buona settimana a tutti, cari amici miei!