NOWHERE

un non luogo dove le emozioni scorrono libere e le inibizioni si dissolvono al calore della vita
mercoledì, 28 maggio 2008

GIOVANE POESIA

Ho avuto il piacere di presentare il libro di una giovane professoressa, Luigia Izzo (detta Lia). Se trovate la sua raccolta di poesie, I singhiozzi del Tempo, leggetela, troverete molti spunti ed un linguaggio forte ed appassionato! Nel corso dell'incontro due studentesse hanno letto delle loro creazioni. Mi hanno intenerita, commossa, presa per mano. Sono poesie che cantano la voglia di scrivere e di esprimersi, svelano con parole semplici delle profonde e immense verità.

Vi propongo la prima, ringraziando la professoressa Crippa per il suo cortese supporto.... e per le sue riflessioni, che presto condividerò con voi!

VIVERE E CRESCERE

 

Vivere non è facile come sembra,
la vita non va sempre come vorresti,
e crescere non è proprio una passeggiata.
Bisogna scegliere una strada
e sceglierla
non è sempre semplice come ti dicono.
Prima di fare una discesa
c'è sempre una salita,
a volte anche ripida e piena di ostacoli.
Si tratta solo di fare una scelta:
percorrerla in macchina,
oppure con i propri passi.
Ma ricorda:
la via più breve non è sempre quella giusta.
Ascolta tutto e tutti,
rispetta sempre te stesso e gli altri.
Apri gli occhi,
non chiuderli davanti a ciò che ti circonda.
Lotta,
non scappare dalle difficoltà che incontri.
La vita può essere bella da impazzire,
o brutta da morire:
è tutto un mondo da scoprire.
Non è mai troppo tardi per essere felici.
Vivi e sii te stesso.
Vivi e ama chi sei.
E non c'è niente di meglio al mondo. 
 
Claudia Zaffelli, classe seconda A   ERICA
Non trovate meraviglioso che una ragazza di sedici anni dica: Non è mai troppo tardi per essere felici....?
postato da: selvaggiamasca alle ore 16:33 | link | commenti (27) | commenti (27)
categorie:
lunedì, 19 maggio 2008

Rivivere i ricordi

Avevo quindici anni, frequentavo anche il gruppo della parrocchia, oltre al collettivo femminista, i venerdì letterari e una enorme compagnia piena di ragazzotti appetitosi (avevo le idee un pò confuse).

Il Don, uomo illuminato, alla Domenica ci portava al Cottolengo, l'ospedale dove venivano abbandonati quelli che allora si chiamavano tranquillamente "handicappati", a noi era permesso di accedere solo al reparto bambini.

Ero così giovane da riuscire  a dominare la compassione, non ero ancora madre, quindi riuscivo ad affrontare serenamente situazioni che oggi mi strapperebbero il cuore; in particolare si era affezionato a me un bimbetto di 6 anni, nato a termine ma che - già nel ventre della madre - era rimasto bloccato nella crescita, quindi non era propriamente finito. Il suo cervellino non era male, infatti ho poi saputo che è stato dato in affido ad una donna buona e gentile, adesso dovrebbe lavorare al centralino di una banca, ma non l'ho mai più visto. Questo ricordo mi è tornato in mente perchè ho partecipato ad un concorso di poesia, il tema era quello della diversità, così ho scritto una poesia su di lui.

Ve la lascio qui, non tanto per bullarmi ( non è poi così fantastica), ma perchè testimoni il ricordo di quel bimbo abbandonato, per tutti i bimbi - disabili e non - che ancora oggi vengono lasciati soli.

 

DIVERSAMENTE ADORABILE

 

Mariolino, ti ricordo

Con gli occhiali neri

(Perché non c’erano le palpebre)

Legati bene alla testina calva

(perché non c’erano le orecchie)

Strizzavo le manine spugnose

(e mancavano anche le unghie)

Nel piccolo lavabo al Cottolengo

E tu chiedevi “Torni domenica?”

Sorridendo strano

(perché mancavano le labbra)

Quello che non mancava mai

Dolce Mariolino senza pezzi

Era la luce del tuo visino

Ed un bacetto umido

Come i miei occhi

La domenica mattina.

 

 

postato da: selvaggiamasca alle ore 13:44 | link | commenti (13) | commenti (13)
categorie: amore, vita, dolore, mistero
venerdì, 09 maggio 2008

Ma quanto tempo!!!!!

Santo cielo, da quanto tempo non scrivo e - soprattutto non leggo più!!!! - sono in pieno periodo di Fiera del Libro, qui a Torino, e così sono arrivata di corsa nel blog. Troppo lavoro, tanta vita e le giornate scorrono come un fiume in piena.....

Ho visto con tenerezza crescere il pancione di Ale, la sua bimba arriverà tra poco e si chiamerà Emma

Ho ritrovato un'amica, così, in una tiepida sera romana, ci siamo raccontate due anni di vita e di emozioni, abbiamo ritrovato i nostri sorrisi, le frasi in codice, i capelli più lunghi e il cuore sempre avanti di tre passi.

Ho trascorso molte pause pranzo con gli amici di sempre, a cui non sarò mai abbastanza grata per l'allegria e l'intelligente ironia con cui sanno rendere preziosi questi momenti

Ho conosciuto persone nuove e interessanti, il mio balcone sta esplodendo di nuova vita, foglie e colori scappano dalla ringhiera protesi verso il cielo, qualcuno sta cantando nel cortile dell'azienda e ci sono rondini sfreccianti in cielo.

Ho passeggiato per il Valentino da sola, un'altra volta insieme ad Amelia, e queste sono passeggiate davvero rigeneranti.

Ho visitato la Venaria Reale, con la sua splendida reggia, e mi sono sentita trasportare nel mondo rarefatto del passato, tra crinoline e battute di caccia

Domani sera andrò all'Albajazz festival e sarà bello riascoltare Fabrizio Bosso.

Piccole cose di vita, momenti del cuore.

Un abbraccio sincero a voi, a poco a poco recupererò, leggendovi, il tempo perduto

postato da: selvaggiamasca alle ore 17:03 | link | commenti (14) | commenti (14)
categorie: