La raccolta differenziata è un segno di civiltà, su questo non si discute.
Però…. Vorrei che uno psicologo ne trattasse gli effetti sul cervello umano, sono sicura che i risultati sarebbero interessanti.
Caso 1: una donna normalmente pratica ed efficiente, ottima organizzatrice che si districa abilmente tra famiglia e lavoro, è in piedi nella sua cucina, silenziosa. Regge con la mano destra un cartone del latte vuoto, nella sinistra ha un foglio arancione (che già stanca gli occhi con il colore) da cui scopre che una sua profonda certezza è stata distrutta: il tetrapak non va più nel contenitore della plastica, adesso si smaltisce col cartone. Ok, posso farcela. Leggo che cosa va nella carta… Ok, la carta pulita, non quella con le sgocciolature di sugo. Ma il tetrapak è sporco di latte, andrà bene lo stesso? Oppure lo devo aprire, lavare, e poi lo metto con la carta? O lo tengo sporco e lo metto nella plastica? Oppure…. Il tempo passa, un velo di stanchezza cala sul volto della donna efficiente. Sarà una dura serata.
Caso 2: un uomo gioviale, abile funzionario di banca single, apre con gioia il contenitore del suo nuovo palmare. Perfetto, l’involucro esterno è cartone, facile. Poi ci sono i contenitori in cellophane dei vari componenti, legati da laccetti in ferro e plastica…. Questo tutto nella plastica, è facile! Poi c’è il contenitore interno, di polistirolo, che va insieme a… Oddio, non me lo ricordo. Forse la plastica, forse no… Sarà la carta? No dai, se è polistirolo non va bene. Dove diavolo si è cacciato il foglietto con le istruzioni? Aiuto!!! Il tempo stringe, sta per iniziare la partita. L’uomo abile cede, caccia il polistirolo con gesto furtivo nella pattumiera (RSU) e va in salotto, con un sottile senso di colpa.
Caso 3: adolescente affamato. Sbrana il pacchetto delle merendine, poi sbrana le merendine stesse (6) e sente di aver fatto una merenda decorosa. Guarda per un attimo il tavolo, su cui giacciono cartone, plastica e mezza merendina avanzata (la sesta), vorrebbe tornare in camera sua, ma sa che la madre urlerà a lungo, quando ritroverà il tavolo sporco, perciò decide di cancellare – almeno parzialmente – le tracce. Il foglio con le istruzioni è appeso davanti ai suoi occhi. L’adolescente sazio lo ignora serenamente e getta tutto quello che c’è sul tavolo nella pattumiera RSU, lasciandola aperta, si beve un caffè ornando il tavolo con un bel cerchietto marrone ed abbandona la tazzina sgocciolante, ancora con il cucchiaino dentro, nel lavandino pulito. Sua madre urlerà, ma non per la raccolta differenziata.
Caso 4: uomo normosposato. In presenza di qualunque rifiuto da destinare griderà: Cara, lo butti via tu? Se la moglie è assente, lui ricadrà nel caso 2 (ma senza senso di colpa) o nel caso 3 (l’età non è importante).
Caso 5: la vicina di casa perfettina ti incontra in ascensore, con i tuoi quattro sacchetti più o meno puzzolenti, e comincia a sbirciare. “Mi scusi sa, magari non se n’è accorta, ma ha gettato del pomodoro nella RSU, doveva inserirlo nell’Organico. E poi il cartone del latte va nella carta, non nella plastica, non ha letto le nuove disposizioni? Volevo anche dirle se – gentilmente – non getta il vetro dopo le 22, abbiamo i balconi vicini e sento tanto di quel rumore…. E no no, stia attenta, ha messo un giornale unto nella carta, non va mica bene…” Tu la guardi, e sai che potresti posare i sacchetti ed unire le tue mani intorno al suo collo, ma secoli di civiltà ti fermano. Vorresti anche dirle dove INFILARE la sua, di spazzatura, ma secoli di educazione te lo impediscono. Nulla però di impedisce di dirle soavemente: “Sa che la trovo proprio in salute? Ha fatto bene ad ingrassare di quei cinque o sei chili, non bisogna pensare solo all’estetica, alla sua età!”
Lo so, non è elegante, e neppure caritatevole.
Però è così liberatorio… E si va a gettare la spazzatura differenziando e canticchiando!!!!
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