E' sabato sera, sono sul divano, pc acceso e gatti dormienti.
Gli amici sono fuori, questa volta senza di me.
A volte ho bisogno di stare semplicemente con me stessa, approfitto di una delle rare sere in cui questo posto resta vuoto, senza esibire l'insegna "Casa del Popolo", niente via vai di ragazzi, niente pizze ordinate al telefono, nessuna mandria transumante..... Mi piace che gli amici di mio figlio passino molto tempo a casa nostra, ma questa sera è solo per me.
Mi sento intorno questa casa, che ho fortemente voluto, questa casa che mi assomiglia così tanto nella sua confusione di oggetti, colori, profumi ed angoli mai smussati.
Ho anche acceso qualche candela, un bastoncino di incenso fuma piano nel vaso delle orchidee.
Insomma, nessuna scusa, questa sera si pensa. Così, in una notte meno fredda di quelle passate. Senza sfuggire all'esame, a nudo.
Forse riuscirò ad ammettere la mia fragilità, è così difficile per me mostrare il fianco o chiedere aiuto, vivo prigioniera della mia presupposta forza, quasi sempre incapace di mostrarmi bisognosa.
Invece ho bisogno di essere rassicurata, ho bisogno di essere amata, sì, persino io, quella che non scende mai dalle barricate, quella che lotta fino a farsi male, quella che ha pagato ogni piccolo errore, ogni maledetta debolezza, senza mai cedere a qualunque dolore.
Ne ho un maledettissimo bisogno. Non riesco ancora del tutto a chiederlo, ma riconoscerlo per me è un passo grandissimo.
Vorrei sentirmi importante nella vita di qualcun altro, vorrei riuscire ad accettare la mia dipendenza emotiva senza sentirmi stupida.
Ce la posso fare, comunque.
Stanno arrivando i cinquant'anni, posso anche permettermi, come estrema dimostrazione di consapevolezza, di mostrarmi al mondo sensa scorza. E' strano, proprio nel momento in cui cedo alla mia mai sedata insicurezza, smetto di avere paura, perchè la semplice ammissione delle mie debolezze mi dimostra che ho superato la necessità di mostrarmi perfetta.
Così diciamolo, non sono Wonder Woman. No signori, proprio per nulla! Sono pigra, ho spesso paura, a volte mi sento ancora a disagio come quando avevo vent'anni (età mai rimpianta....), basta pochissimo a farmi sentire fuori posto, basta un soffio per ferirmi, mi smarrisco spesso nei labirinti del mio cervello dolente di troppi pensieri, molte volte lascio che il cuore si allontani, perchè almeno lui non soffra.
La corazza è caduta, posso camminare a piedi nudi, non importa se tutti vedono il sangue delle ferite aperte o le cicatrici - molte - del passato. La notte è la mia amica di sempre, il mio rifugio preferito, mi accarezza ora, e mi avvolge protettiva.
Forse riuscirò anche ad ammettere che questo letto vuoto - talvolta - non mi basta più.
Ma questo è un'altra montagna, per oggi può bastare
